Perché il ThetaHealing può funzionare, anche visto dalla neuroscienza
- Stella Maris Palio

- 5 apr
- Tempo di lettura: 5 min
Quando si parla di ThetaHealing®, spesso si cade in uno dei due estremi: o lo si racconta come magia, oppure lo si liquida senza nemmeno provare a capire che cosa potrebbe accadere, a livello psicofisiologico, o secondo la neuroscienza, durante una sessione.
La verità interessante sta nel mezzo.
Dal punto di vista neuroscientifico, le onde theta sono oscillazioni cerebrali comprese all’incirca tra i 4 e gli 8 Hz e sono state spesso associate a processi di memoria, attenzione interna, integrazione di informazioni e controllo cognitivo.
Non sono una bacchetta magica, ma una modalità con cui il cervello sembra lavorare in modo particolare quando si orienta verso il mondo interno e verso il recupero o la rielaborazione di contenuti significativi. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32029359/ - https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4112145 - - https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23774394/)
In molte pratiche meditative, inoltre, si osservano con frequenza variazioni nelle bande alpha e theta. Questo non dimostra automaticamente il ThetaHealing®, ma rende plausibile l’idea che uno stato di profondo raccoglimento, visualizzazione e focalizzazione interiore possa favorire un assetto neurofisiologico diverso dal normale stato operativo quotidiano.
In informatica diremmo: il sistema smette di gestire soltanto i processi in primo piano e comincia ad accedere più facilmente ai processi in background.

Ed è qui che il discorso si fa interessante
Molte difficoltà emotive non sono soltanto “idee sbagliate” pensate con la parte razionale. Sono schemi appresi, associazioni profonde, risposte automatiche, memorie emotive e convinzioni che il sistema ha codificato nel tempo come utili alla sopravvivenza.
Non sempre questi schemi sono coscienti.
A volte li vedi solo negli effetti: reazioni sproporzionate, blocchi, autosvalutazione, paura di esporsi, fatica a ricevere, difficoltà a scegliere.
Dal punto di vista neuroscientifico, quando uno schema viene riattivato in modo sufficientemente vivo, può entrare in una fase di riconsolidamento: in altre parole, quella traccia non è più soltanto “letta”, ma per un certo tempo può essere anche aggiornata. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36937567/)
Qui la metafora informatica è utile: non stai semplicemente guardando il file, stai riaprendo un file di sistema, con i vecchi parametri con cui era stato salvato.
Se in quel momento entra un’informazione nuova, coerente e sufficientemente significativa, il file può essere risalvato in modo diverso.
Non è un miracolo: è neuroplasticità. Il cervello è in grado di guarire attraverso la riorganizzazione delle reti neurali.
Non è fantasia: è il cervello che, in alcune condizioni, può modificare il modo in cui tiene insieme memoria, emozione e risposta automatica.

Da questa prospettiva, il ThetaHealing® può essere inteso come uno strumento che può fare quattro cose insieme:
• portare la persona in uno stato di forte attenzione interna;
• far emergere il programma o la credenza di origine;
• lavorare sulla carica emotiva e sul significato associato;
• introdurre un’esperienza correttiva, simbolica e relazionale capace di modificare il modo in cui quel contenuto viene tenuto dal sistema.
Questa descrizione è compatibile con ciò che sappiamo oggi su memoria, riconsolidamento, aspettativa e relazione terapeutica.
Ad oggi non si può dire che il ThetaHealing® sia stato scientificamente dimostrato, ma può essere letto anche attraverso modelli neuroscientifici che riguardano stati interni, memoria, plasticità, significato e regolazione del sistema.
Le neuroscienze non dimostrano che il ThetaHealing® funzioni semplicemente perché aumenta le onde theta; mostrano però che stati interni di questo tipo sono collegati a processi di memoria, regolazione e aggiornamento degli schemi. (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26588598/ - https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32029359/)
Anche perché effettivamente non ci sono abbastanza interessi e/o strumenti, forse, per giungere ancora ad una dimostrazione scientifica.
Ciò non toglie però, i cambiamenti e gli effetti positivi concreti che si possono raggiungere, anche in base alla solerzia e le conoscenze con cui viene applicata la tecnica.
Le neuroscienze confermano la realtà delle oscillazioni theta nel cervello e la realtà della bioelettricità nelle cellule, scientificamente, questa comunicazione si descrive in termini di potenziale di membrana e segnali bioelettrici,
Alcune pratiche di forte focalizzazione interna, meditazione, immaginazione guidata e lavoro su contenuti emotivi, possono coinvolgere stati neurocognitivi in cui diventano più rilevanti processi legati a memoria, attenzione interna, significato e rielaborazione. L'onda theta, in neuroscienze, è spesso associata proprio a questi processi.
In uno stato di forte attenzione interna, il sistema nervoso può passare da una modalità orientata soprattutto all’esterno a una modalità più adatta ad accedere a pattern interni, recuperare memorie associate, riconoscere automatismi e può modificarne il significato soggettivo. Le cellule restano coinvolte perché tutto passa attraverso il corpo e la fisiologia.
Anche solo la scelta delle parole che usiamo, cambia la nostra chimica del corpo.
Il ThetaHealing® viene presentato di solito come una tecnica "spirituale" e in effetti lo è, perchè non è "scientifico". Ma non è qualcosa di "intangibile".
Spesso oggi ciò che è chiamato "spirituale" viene interpretato come "fuffa". Ma occorre stare attenti a non fare di tutta un'erba un fascio: "invisibile" non significa "inesistente".
E ce lo dimostra qualunque profumo o sapore della pesca.
Non serve trasformare tutto in una favola pseudoscientifica per riconoscere che alcune pratiche possono produrre cambiamenti reali. Serve invece imparare a raccontarle con più precisione.
A volte ciò che chiamiamo “guarigione” è anche un aggiornamento profondo del sistema: meno rumore, meno automatismo, meno codice scritto dalla paura; più libertà, più coerenza, più possibilità di risposta.

Con una metafora informatica possiamo dire che grazie ad un percorso di ThetaHealing® non andiamo a inventare una nuova identità da zero, stiamo accedendo al software invisibile in modo sicuro, che guida molte delle nostre risposte automatiche, per correggere un codice scritto in condizioni di stress, paura o adattamento antico.
Questa è una metafora mia, perché sono anche una informatica, ma poggia sui modelli di plasticità e riconsolidamento della memoria.
Quindi, se hai già provato a cambiare alcuni tuoi comportamenti, paure, paradigmi, realtà, ma non ci sei ancora riuscito/a fino ad oggi, perché non provare qualcosa di diverso che sta portando benefici a migliaia di persone?
Anche il nostro passato è riscrivibile, e intendo anche quello che ci hanno passato i nostri antenati, con le loro esperienze, modi di reazione e convizioni.
Non solo possiamo cambiarlo per come possiamo imparare a raccontarcelo in modo diverso, ma anche per "le correzioni" che possiamo portare a quel vissuto. E se cambi il tuo passato, cambi il tuo presente e il tuo possibile futuro.
Qui c'è una nota importante: ogni operatore serio ed etico di ThetaHealing® ti chiederà sempre il permesso e il tuo consenso prima di effettuare qualunque movimento interiore di cambiamento che possa beneficiarti.
Perché a scegliere e ad avere il pieno controllo del tuo sistema sei sempre tu. Se certi concetti o parole "ti stonano" non è che l'operatore "ha ragione" ed è un Guru sovrano. Se è serio sa cosa sta facendo, ma il nostro subconscio utilizza parole proprie, che per ognuno sono diverse. Ed è fondamentale non forzare nulla, mai.
Se percepisci manipolazioni, o pressioni da parte di un "thetahealer", inizia a dubitare di essere davvero nelle mani giuste. Il tuo PVS (periventricular system) non deve essere attivato di nuovo, per inscrivere altri traumi. Non si sistema una ferita, ferendo ancora di più. E questo vale per qualunque altra tecnica "spirituale" o sciamanica che possa capitarti a tiro. Purtroppo però, la maggior parte degli operatori non ha nemmeno mai sentito parlare dei sistemi PVS e MFB, del nostro cervello.
Con un caldo sorriso e Spirito Evolutivo,
Stella ⭐
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